La resilienza nei bambini: fattori protettivi e fattori di rischio

La resilienza nei bambini: fattori protettivi e fattori di rischio

Per comprendere come nutrire e sostenere la resilienza nei bambini e negli adolescenti occorre prima comprendere il legame con la salute mentale e la promozione del benessere mentale. La resilienza include diversi concetti: si riferisce alla capacità di recupero e ripresa dopo situazioni di difficoltà o cambiamento in cui occorre definire un nuovo adattamento; a volte si parla della capacità di rimettersi in piedi dopo una difficoltà. 

Indice dei contenuti

  1. Chi sono le persone resilienti
  2. Caratteristiche dei bambini resilienti
  3. I fattori che condizionano la resilienza nei bambini
  4. Fattori protettivi per la resilienza nei bambini
  5. Fattori che mettono a rischio la resilienza nei bambini
  6. Effetti cumulativi dei fattori protettivi e dei fattori di rischio
  7. Lo sviluppo della resilienza nei bambini 

 

  1. Chi sono le persone resilienti?

Le persone resilienti riescono ad affrontare o ad adattarsi più facilmente a situazioni di stress e reagire in modo proattivo a situazioni di vita sfidanti. Si tratta di persone che, grazie all’esperienza, imparano ad affrontare in modo più consapevole ed efficace le situazioni nuove e potenzialmente stressanti.

Avere a che fare con le difficoltà, affrontarle e superarle ci fa crescere e ci rende più forti: affrontare una situazione sfidante non solo ci consente di superarla, ma ci prepara anche ad affrontarne altre in futuro, grazie a maggiore sicurezza e consapevolezza delle nostre capacità.

  1. Caratteristiche dei bambini resilienti

Ci sono alcune caratteristiche dei bambini che li predispongono a sviluppare una maggiore resilienza.

In linea generale, i bambini resilienti tendono a essere empatici: sanno comprendere ed essere solidali con le emozioni altrui; tendono ad essere buoni comunicatori capaci di trovare una soluzione ai problemi.  Di solito hanno un buon interesse nei confronti della scuola e si impegnano nell’apprendimento. Sono motivati a raggiungere i loro obiettivi e coinvolti in attività significative per loro. Il loro approccio nei confronti del futuro è di apertura e fiducia. Questo è un quadro ideale delle caratteristiche che possono rendere un bambino resiliente, a partire dal quale possiamo sostenere i bambini per sviluppare le loro competenze personali in questa direzione. 

Il concetto di resilienza è fortemente connesso a quello di equilibrio e benessere psichico. Un buon equilibrio psichico include la capacità di bilanciare numerosi aspetti della vita: quello fisico, quello intellettuale, sociale, emozionale e spirituale. Riguarda la nostra abilità di pensare, sentire, agire e interagire in modo da poter godere della propria vita e affrontare le sfide che incontriamo senza abbatterci o angosciarci.

L’equilibrio psichico riguarda anche la capacità che abbiamo di apprezzarci per ciò che siamo e facciamo, di prenderci cura di noi stessi e delle persone che ci sono care. In sintesi, riguarda la capacità di dare un senso concreto e realistico e reagire in modo adeguato al mondo che ci circonda.

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  1. I fattori che condizionano la resilienza nei bambini

Esistono fattori di rischio e fattori protettivi per lo sviluppo di una buona resilienza nei bambini: il temperamento individuale, la famiglia, l’ambiente sociale in cui il bambino vive possono aumentare la probabilità e favorire lo sviluppo della resilienza del bambino o, al contrario, ostacolarla rendendo il processo di crescita più difficile.

In estrema sintesi i fattori protettivi aiutano a proteggere i bambini e gli adolescenti dagli effetti negativi dei fattori di rischio. Questi fattori possono essere relativi a tre ambiti della vita del bambino e sono:

  • fattori individuali
  • fattori familiari
  • fattori ambientali

Anche dove sono presenti fattori di rischio che non possono essere modificati come lo svantaggio socio economico familiare o difficoltà scolastiche, esiste la possibilità di promuovere e sostenere lo sviluppo di fattori protettivi, capaci di controbilanciare l’azione di quelli di rischio.

  1. Fattori protettivi

    sono:
  1. Fattori di rischio

    sono:
  • Vulnerabilità genetica all’uso di sostanze o alcol
  • Problemi di salute
  • Bassa autostima
  • Difficoltà di apprendimento
  • Insuccessi scolastici
  • Scarsa capacità di controllo degli impulsi
  • Contesto di vita non sicuro o pericoloso
  • Disabilità visive o uditive

Non è certamente possibile sempre prevedere quanto un bambino possa diventare una persona resiliente basandosi in modo esclusivo sulla valutazione dei fattori di rischio e quelli di protezione, poiché non esiste nessuna formula capace di predire il comportamento umano. Infatti, quello che potrebbe essere un fattore di rischio per un bambino potrebbe diventare un fattore di protezione per un altro bambino. E ciò che potrebbe rappresentare un fattore di rischio per un bambino in una specifica situazione potrebbe non esserlo – se non diventare un fattore protettivo – in un'altra situazione o nella stessa situazione in un altro momento della sua vita.

Ad esempio, i bambini tendono ad assumere un ruolo genitoriale quando si trovano a vivere in un contesto familiare problematico, per esempio nel caso in cui uno o entrambi i genitori abbiamo problemi di salute psichica o dipendenze da uso di alcol o sostanze. La problematicità della situazione induce i bambini ad assumere, in modo prematuro rispetto alla loro età, un ruolo di tutela della figura genitoriale adulta: questa precoce assunzione di responsabilità da parte del bambino porta a un ribaltamento dei ruoli in termini di accudimento. Non è il genitore che si fa carico dei bisogni del bambino, ma è quest’ultimo che percependo lo stato di bisogno e sofferenza dell’adulto assume un ruolo protettivo nei suoi confronti.

La complessità di una situazione del genere richiede al bambino un precoce confronto con le problematiche e lo stato di bisogno degli adulti. Il bambino si trova a vivere una condizione nella quale deve – per come gli è possibile - provvedere in modo autonomo ai propri bisogni emotivi. Ciò gli nega il diritto a vivere la propria infanzia in modo sereno e spensierato. Un contesto di questo tipo può essere un importante fattore di rischio per bambini che si trovano ad affrontare ruoli e responsabilità affettive per le quali non sono preparati a causa della giovanissima età.

In altri bambini lo stesso tipo di situazione, pur rimanendo estremamente complessa e delicata può promuovere competenze specifiche nell’affrontare, risolvere e gestire e prendere decisioni in situazioni di grande complessità.

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  1. Effetti cumulativi dei fattori protettivi e dei fattori di rischio

Gli studi evidenziano che i fattori di rischio e i fattori di protezione sono solitamente cumulativi: tanto più saranno i fattori protettivi, tanto meno quelli di rischio, tanto maggiore sarà la probabilità che i bambini divengano adulti resilienti. Ma anche il contrario è altrettanto vero: maggiori saranno i fattori di rischio e minori i fattori di protezione, maggiore sarà la probabilità che tali bambini non siano resilienti e sviluppino una serie di difficoltà che possono includere insuccessi scolastici, comportamento aggressivo o deviante, atteggiamenti di messa a rischio della propria o altrui incolumità, tendenza all’uso di sostanze o alcol.

Tuttavia, questo non deve scoraggiare poiché introdurre o inserire alcuni fattori di protezione nella vita dei bambini può far virare la tendenza e aiutare i bambini e gli adolescenti a fiorire. Per esempio, per alcuni bambini il fatto di crescere in un nucleo familiare dove ci sono difficoltà di tipo economico con scarsa disponibilità per spese relative a impegni extra scolastici, la presenza di un centro ricreativo gestito da volontari che offra attività ricreative sicure e a basso costo può rappresentare un fattore protettivo. Così come la possibilità di entrare a far parte di un piccolo coro o di un programma teatrale amatoriale in una piccola città.

  1. Lo sviluppo della resilienza nei bambini

I bambini sono come alberi: possono crescere in molte forme e direzioni nel mondo che li circonda. Le famiglie sono il terreno e l’acqua che li nutre e grazie ai quali crescono. La scuola, il vicinato, la comunità di appartenenza possono essere paragonate al sole, alla pioggia, agli uccelli e agli animali.

Le diverse caratteristiche degli alberi, qualità del terreno e condizioni del clima (come la quantità di acqua e sole) condizionano lo stato di salute e benessere della pianta. In modo analogo i diversi tratti di ciascun bambino, le caratteristiche familiari e ambientali, possono condizionare in modo positivo o negativo la crescita e la salute dei bambini.

I bambini nel loro processo di crescita attraversano stadi di sviluppo verso l’età adulta, e ciò che accade loro nei diversi stadi di passaggio e crescita condiziona l’esito di ciò che diventeranno. Bambini e adolescenti resilienti crescono in modo armonico quando i sistemi che supportano il loro sviluppo funzionano in modo armonico e congiunto. Bambini sostenuti da sistemi sicuri e supportanti hanno maggiori probabilità di affrontare situazioni complesse e sfidanti e di superarle, imparare da esse e crescere e riuscire in modi salutari.

Nessuno può garantire a un bambino una vita e un futuro privi di sfide e situazioni complesse da affrontare: la funzione principale dei fattori protettivi è di rendere meno traumatico e gestibile l’impatto di situazioni di vita critiche e complesse. di consentire ai bambini di poterle affrontare senza sentirsi sopraffatti o troppo angosciati, in modo tale che il superamento di quelle esperienze non lasci loro una memoria traumatica ma un ricordo di riuscita e di conferma della propria autoefficacia.

Adulti affettuosi, responsabili e capaci di farsi carico delle esigenze concrete ed emotive dei bambini come genitori, nonni, vicini, insegnanti, allenatori, possono supportare e promuovere lo sviluppo della resilienza nei bambini.

Favorire lo sviluppo della resilienza nei bambini implica rafforzare i contributi che possono derivare dal temperamento, dalla famiglia e dall’ambiente circostante. Ci sono strategie per ridurre l’impatto dei fattori di rischio e altre per enfatizzare l’azione di quelli protettivi. La resilienza è un concetto complesso e multidisciplinare ed esistono diversi modi per promuoverlo.

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I bambini resilienti devono essere incoraggiati a diventarlo sempre di più e i bambini che non lo sono ancora o non lo sono abbastanza devono essere aiutati a sviluppare una maggiore resilienza.

Un importante fattore predittivo della resilienza nei bambini è il tipo di attaccamento che essi sviluppano fin dai primi anni di vita nei confronti delle figure genitoriali. Infatti, un legame solido e affettuoso con un adulto capace e competente è il fattore di maggiore rilevanza messo in evidenza dalla letteratura nella costruzione di una resilienza stabile nel bambino.

Un attaccamento sano e stabile rafforza la resilienza del bambino poiché costituisce una base sicura dalla quale partire per esplorare il mondo. Questo è importante perché i bambini apprendono a partire dall’esperienza concreta che fanno delle cose e del mondo che li circonda. Il mondo e l’ambiente presentano tuttavia situazioni di pericolo e paura: i bambini lasciati da soli ad esplorare il mondo senza un adulto che supervisioni sulla loro sicurezza rischiano di non sviluppare una sana resilienza: un bambino che non è tutelato dai confini che stabilisce per lui l’adulto è esposto a situazioni che non lo rafforzano in termini di libertà, ma di terrore.

Inoltre, senza la possibilità di essere sostenuto da una mente adulta, il bambino è più a rischio di essere travolto da emozioni intense e travolgenti che possono avere per lui la valenza di trauma più che di esperienza: in questo caso, l’esposizione a situazione di vita troppo intense dal punto di vista emotivo rischia di indebolire anziché rafforzare le competenze del bambino, rendendolo più vulnerabile e in difficoltà nel gestire e affrontare situazioni stressanti.

Allo stesso modo, anche un atteggiamento troppo tutelante da parte del genitore non favorisce lo sviluppo della resilienza. I bambini che non possono fare esperienza delle cose non hanno la possibilità di apprendere da esse: nessuno impara a guidare se qualcuno ti accompagna sempre in auto.

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