La DBT, o Terapia Dialettico-Comportamentale, dedica una parte centrale del suo lavoro alla regolazione emotiva. Non perché le emozioni siano un problema da eliminare, ma perché alcune persone le vivono con un’intensità tale da sentirsi sopraffatte. Rabbia, paura, vergogna, tristezza o senso di abbandono possono arrivare con forza improvvisa, occupare tutta la mente e trasformarsi rapidamente in parole, gesti o decisioni difficili da riparare.
Questo articolo aiuta a comprendere come la DBT insegni a riconoscere le emozioni intense, capirne il significato e scegliere risposte più efficaci. Regolare le emozioni non significa diventare freddi o distaccati, ma imparare a non essere dominati da ciò che si sente, rendendo l’esperienza emotiva più comprensibile, sostenibile e abitabile.
La dipendenza affettiva è una forma di sofferenza relazionale in cui il legame con l’altro smette progressivamente di essere una scelta e diventa una necessità. Non si tratta semplicemente di amare molto o di desiderare vicinanza: nella dipendenza affettiva la relazione diventa il luogo attraverso cui la persona cerca conferma, sicurezza, valore personale e senso di identità.
Per questo è così difficile uscirne. Chi vive una dipendenza affettiva spesso riconosce lo squilibrio, sente la fatica, intuisce che qualcosa non funziona. Eppure, quel legame, anche quando fa male, sembra tenere insieme parti fragili del sé.
In questo articolo vedremo che cos’è la dipendenza affettiva, quali sono i segnali più frequenti, perché non va confusa con l’amore intenso e da dove può iniziare un percorso di uscita.
La bassa autostima non coincide sempre con una evidente mancanza di sicurezza. Molte persone con un’autostima fragile appaiono competenti, responsabili, efficienti e persino molto esigenti con sé stesse. Possono ottenere risultati, essere apprezzate dagli altri e mantenere ruoli importanti, ma continuare a sentire, in profondità, di non valere abbastanza.
Dal punto di vista psicologico, l’autostima riguarda il rapporto che una persona intrattiene con il proprio valore. Non dipende solo dal successo, dall’approvazione o dalla capacità di riuscire bene, ma dalla possibilità di sentirsi degni di rispetto e considerazione anche quando si sbaglia, si viene criticati o non si corrisponde alle aspettative degli altri.
Questo articolo aiuta a comprendere cos’è la bassa autostima, perché può restare nascosta dietro prestazioni elevate e perfezionismo, e come riconoscere i meccanismi che rendono il valore personale dipendente dallo sguardo esterno, dai risultati e dalla paura di deludere.
Lasciare andare una persona, una relazione, un progetto o una fase della propria vita può essere molto più difficile di quanto sembri. Anche quando una situazione non porta più benessere e restare legati al passato genera sofferenza, prendere distanza può risultare complesso.
La difficoltà a lasciare andare non riguarda solo le relazioni sentimentali: può coinvolgere un’amicizia, un lavoro, un’immagine di sé, un’aspettativa familiare, un fallimento o una possibilità non realizzata. In questi casi non si tratta semplicemente di “voltare pagina”, ma di trasformare il rapporto interno con qualcosa che ha avuto un valore.
Questo articolo aiuta a comprendere perché è difficile lasciare andare, quali meccanismi psicologici ci tengono ancorati al passato e come iniziare a prendere distanza senza negare ciò che è stato importante. Perché una parte di noi può sapere che restare fermi non è più utile, mentre un’altra continua a sperare, attendere o cercare una possibilità di recupero.
Ci sono relazioni sentimentali che non finiscono con una frase definitiva, ma attraverso una distanza progressiva: un messaggio lasciato in sospeso, una risposta più fredda, una presenza che diventa incerta. Ciò che disorienta è che, fino a poco prima, la relazione sembrava andare bene.
Il partner appariva presente, interessato, forse coinvolto. Poi qualcosa cambia: diminuiscono i contatti, cambia il tono, si riduce la disponibilità emotiva. Chi prima cercava vicinanza, ora si ritrae.
Questo articolo aiuta a comprendere perché il partner si allontana quando la relazione sembra funzionare, esplorando dinamiche come ritiro emotivo, evitamento affettivo, paura dell’intimità e relazioni ambigue. Non sempre chi si allontana non ha provato nulla: a volte il problema non è l’assenza di sentimento, ma la difficoltà di sostenerne le conseguenze.

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