Il vittimismo: chi è la vera vittima?

Il vittimismo: chi è la vera vittima?

In psicologia clinica, il complesso della vittima o vittimismo descrive i tratti di una personalità che crede di essere costantemente vittima di azioni dannose o lesive da parte degli altri, anche quando le prove del contrario sono evidenti.

La maggior parte delle persone attraversa periodi di autocommiserazione, ad esempio durante un processo di elaborazione di un lutto o di una perdita, ma questi episodi sono transitori e di minore durata rispetto ai sentimenti di perdita di speranza, pessimismo, colpa, vergogna, disperazione e depressione che consumano e tormentano la vita di una persona affetta da vittimismo.

Indice dei contenuti

1. Cosa significa avere una mentalità vittimistica

2. Vivere una relazione di coppia quando il partner è affetto dal complesso della vittima

3. I benefici percepiti da chi ha un atteggiamento vittimistico

4. Come interrompere il ciclo del vittimismo

 

1. Cosa significa avere una mentalità vittimistica

Avere una mentalità vittimistica significa incolpare le persone e le circostanze per la propria infelicità.

Ecco alcuni tratti comuni di una persona che soffre di complesso della vittima:

  • non si assume nessuna responsabilità o colpa dei propri problemi o insuccessi
  • trova sempre motivi per cui le soluzioni proposte non funzioneranno
  • porta rancore, non perdona mai e non riesce ad andare oltre alle incomprensioni;
  • raramente è assertiva e trova difficile esprimere i propri bisogni
  • crede che gli altri ce l’abbiano con lei e pertanto non si fida di nessuno
  • è negativa e pessimista, si focalizza sempre sul negativo anche nelle situazioni positive
  • è spesso molto critica sugli altri e difficilmente apprezza e vive una amicizia di lunga data.

Secondo gli psicologi, il complesso della vittima rimanda a una strategia di adattamento alle difficoltà per cui è più sicuro fuggire che combattere, evitando le difficoltà e le responsabilità che consentirebbero di modificare la situazione della quale il vittimista si lamenta.

La mentalità del vittimista disperde le proprie potenzialità intrinseche: non accettando la responsabilità personale per le situazioni che si trova a vivere, automaticamente riduce la possibilità di cambiare le condizioni che lo rendono infelice o scontento.

2. Vivere una relazione di coppia quando il partner è affetto dal complesso della vittima

All’interno delle relazioni sentimentali, un partner con un complesso di vittima può creare molto caos a livello emotivo e affettivo. La vittima tendenzialmente si aspetta e chiede al partner di aiutarlo, ma quasi sempre al solo scopo di rifiutare le soluzioni che l’altro propone o di accettarle in un primo momento per poi sabotarle. In alcuni casi la vittima critica aspramente il partner per la sua incapacità di sostenerla e di aiutarla o addirittura di peggiorare intenzionalmente la situazione.

Come esito di questo ciclo frustrante che si ripete nel tempo, le vittime diventano esperte nel manipolare o prevaricare i partner che cercano di fornire sostegno, sia fornendo supporto economico, sia assumendosi la responsabilità della vita altrui.

Quando abbiamo un atteggiamento vittimista filtriamo la nostra intera esistenza attraverso una visione paranoica e deformante della realtà e delle altre persone.

 

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3. I benefici percepiti da chi ha un atteggiamento vittimistico

Assumere un atteggiamento vittimistico può portare dei benefici difficili da abbandonare. Questo è il motivo per cui le vittime sembrano così emotivamente coinvolte nel perpetrare questo tipo di comportamento tossico.

Alcuni di questi benefici sono:

  • non doverti assumere la responsabilità di nulla
  • ricevere attenzione costante da parte delle altre persone
  • vedere le persone dispiacersi per te o compiangerti
  • constatare che le altre persone evitano di criticarti o di farti innervosire
  • sentirti sempre in diritto di lamentarti
  • riuscire a ottenere ciò che vuoi
  • sentirti interessante perché hai molte storie e vicende da raccontare alle altre persone
  • non annoiarti mai perché c’è sempre qualche dramma a cui stare dietro o a cui pensare
  • sentire di non avere nessuna responsabilità per ciò che ti accade, perché la responsabilità ricade sempre su altri
  • compiacerti della tua tristezza
  • raccontare con piacere le tue storie tragiche
  • aspettarti che gli altri ti trattino con ammirazione e deferenza (e quando questo non accade e di innervosisci)
  • evitare di analizzare quello che ti sta accadendo e di migliorare la tua vita
  • convincerti che gli altri vogliano intenzionalmente recarti danno.

In questi benefici ci sono alcuni pattern ricorrenti. Vediamo quali.

Assumere il ruolo di vittima ti dà molto potere: potere di evitare le responsabilità, il potere di sentirti comprensibilmente triste e perseguitato, il potere di evitare emozioni spiacevoli e il potere di manipolare le altre persone.

La maggior parte delle persone che assume un atteggiamento vittimistico lo fa inconsciamente o inconsapevolmente. In ogni caso, il ruolo della vittima richiede un'enorme quantità di manipolazione. Le persone in relazione con soggetti vittimisti spesso riferiscono di sentirsi come bambocci o pupazzi che devono recitare il ruolo che la vittima desidera.

Avere attorno a sé persone che si dispiacciono e si preoccupano fa sentire al centro dell’attenzione, nutre il narcisismo e il bisogno di sentirsi importanti.

4. Come interrompere il ciclo del vittimismo

Ci sono passaggi o azioni che possono aiutare a modificare questo tipo di mentalità e a uscire da questo ruolo tossico per sé e per gli altri. 

a. Usa io invece di tu

Ad esempio, anziché dire “mi fai sentire triste o mi fai arrabbiare” puoi dire la stessa cosa con “io mi arrabbio così tanto quando ti sento dire…”. Questo semplice escamotage ti aiuta ad assumerti una maggiore responsabilità per la tua felicità.

b. Guarda a te stesso come un sopravvissuto, non come una vittima

Una vittima è in lotta con la vita, un sopravvissuto la abbraccia. Una vittima combatte contro il passato, un sopravvissuto vive il presente. Una vittima è convinta di non avere speranza, un sopravvissuto riprende il controllo della sua vita.

Se la mentalità della vittima porta a dipendenza ed è difficile liberarsene, la mentalità del sopravvissuto porta in modo graduale a un aumento del controllo e del senso di efficacia.

Se cominci a vederti come un sopravvissuto, inizierai a sentirti meglio pensando alla tua vita  e attrarrai nuove persone vicino a te. Ascoltare un sopravvissuto è infatti molto più stimolante e di ispirazione che non ascoltare una vittima che si autocommisera.

c. Sii gentile e compassionevole con te stesso

In altre parole, fai attenzione a non essere vittima del sentirti vittima. Questo ruolo si sceglie: è il risultato di una serie di condizionamenti avvenuti nell’infanzia ma da adulto li puoi modificare. Sii gentile con te stesso e esplora le tue vulnerabilità, le ferite e le convinzioni che sono alla base della tua idea di essere una vittima. Prova a sostituire il disgusto per te stesso con la compassione.

d. Esplora le tue credenze errate

Le credenze errate creano ansia, depressione, rabbia e vergogna. Molte di queste convinzioni sono radicate in una parte profonda della tua psiche e possono essere esplorate solo con un lavoro di conoscenza profonda. Sarà sorprendente scoprire quanti tipi di convinzioni errate ti hanno condizionato in modo inconsapevole e automatico.

e. Chiediti cosa ha creato la tua sofferenza

Tutte le sofferenze hanno origine in credenze irrazionali che la mente non sottopone a un processo di analisi e verifica. Quando ci leghiamo a questi pensieri, soffriamo. Ricordati che non devi sempre credere ciecamente ai pensieri che hai in mente. I pensieri sono spesso fluttuazione di energia a cui attribuiamo un significato personale. Praticare la mindfulness ti aiuterà a comprendere quanto sono i tuoi pensieri siano temporanei e soggetti a cambiamento.

f. Pratica la gratitudine

La gratitudine è un modo semplice ma estremamente potente di ricordare a te stesso che la vita non è così penosa come ti sembra. Ogni giorno prova a individuare cinque cose che ti rendono grato: le puoi scrivere o semplicemente elencarle a mente, e poi prova a sentirti autenticamente grato di avere queste cose nella tua vita.  

g. Afferma la tua auto responsabilità

Inizia a osservare e a prendere nota dei modi in cui eviti di assumerti la responsabilità di quanto ti accade ogni giorno e di capire quanto avere l’attenzione delle altre persone ti faccia sentire speciale e perpetui il ciclo di puntare il dito contro gli altri. Puoi provare a usare affermazioni come “io sono responsabile per la mia vita” o “sono capace di creare cambiamenti” per aiutare il tuo inconscio a riprogrammare il bisogno di assumere il ruolo di vittima. Puoi anche cercare di fare qualcosa per ricostruire la fiducia in te stesso e dimostrazione delle tue capacità, e anche ripensando a qualcosa del tuo passato che ti ha dato conferma delle tue capacità e del tuo valore.

h. Pratica la gentilezza verso le altre persone

Quando assumiamo il ruolo di vittime, tendiamo a concentrarci in modo esclusivo su noi stessi. Cerca di uscire dal tuo ruolo e dai pensieri della tua mente e fa qualcosa di gentile nei confronti di un'altra persona a cui vuoi bene. Questo ti farà vedere come puoi sentirti bene e soddisfatto anche senza manipolare un'altra persona: è un modo efficace per interrompere l’abitudine all’auto vittimismo. 

 

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