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Il temperamento nei bambini: che cos’è e perché è importante

Il temperamento nei bambini: che cos’è e perché è importante

Il temperamento nei bambini rappresenta una delle chiavi fondamentali per comprendere lo sviluppo emotivo e comportamentale sin dai primi mesi di vita. Studiare il temperamento nei bambini significa approfondire le basi innate che influenzano la loro reattività, l'autoregolazione e la socievolezza, elementi essenziali per il loro benessere e per la formazione delle relazioni interpersonali. Attraverso l'analisi del temperamento nei bambini, possiamo adottare strategie educative mirate che valorizzino le specificità di ciascun piccolo, facilitando così un ambiente di crescita sano e personalizzato. Inoltre, il temperamento nei bambini si manifesta attraverso diversi aspetti che evidenziano come le predisposizioni innate interagiscono con le esperienze ambientali, offrendo spunti preziosi per interventi educativi e di sostegno. Comprendere il temperamento nei bambini significa anche riconoscere l'importanza di un approccio educativo flessibile, capace di adattarsi alle diverse fasi dello sviluppo e alle esigenze specifiche di ciascun bambino.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il temperamento nei bambini
  2. Educare tenendo conto del temperamento del proprio bambino  
  3. Come cambia il temperamento
  4. Suggerimenti per i genitori per conoscere meglio il temperamento del proprio bambino
  5. Bibliografia

 

  1. Cos’è il temperamento nei bambini

Il temperamento rappresenta l'insieme delle caratteristiche innate che definiscono come un bambino reagisce e interagisce con il mondo sin dai primi mesi di vita. Queste predisposizioni, di natura biologica, si manifestano attraverso la reattività emotiva, l'intensità delle risposte agli stimoli e il modo in cui il bambino gestisce le proprie emozioni. In sostanza, il temperamento è la "firma emotiva" che ciascun bambino porta con sé, influenzando la sua percezione e il suo approccio alle nuove esperienze.

Numerosi studi hanno evidenziato che il temperamento è un costrutto multidimensionale, che comprende aspetti come la reattività (la rapidità e l'intensità con cui il bambino risponde agli stimoli), l'autoregolazione (la capacità di modulare le emozioni e i comportamenti) e la socievolezza (la propensione a cercare e mantenere relazioni interpersonali). Ad esempio, il lavoro pionieristico di Thomas e Chess (1977) ha identificato diversi "tipi" di temperamento, evidenziando come le differenze individuali siano evidenti già nella prima infanzia. Successivamente, gli studi di Rothbart e colleghi (2007) hanno approfondito questi aspetti, dimostrando che le componenti del temperamento sono legate sia a fattori genetici sia alle interazioni con l'ambiente, contribuendo allo sviluppo di abilità sociali ed emotive.

Inoltre, ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che le basi biologiche del temperamento sono visibili anche nelle prime fasi di sviluppo cerebrale. Le strutture neurali che regolano l'elaborazione emotiva e l'autoregolazione si formano precocemente, e queste dinamiche influenzano il modo in cui il bambino reagisce agli stimoli esterni. In questo senso, il temperamento non è solo un tratto fisso, ma rappresenta un punto di partenza dal quale il bambino potrà evolversi e svilupparsi, grazie anche all'interazione con il contesto familiare e sociale.

 

 

 

Considera il temperamento del tuo bambino come l'insieme di tre tratti fondamentali, che si manifestano in misura maggiore o minore e interagiscono tra loro:

Reattività

  • Cos'è: La reattività riguarda l'intensità con cui il bambino risponde agli stimoli esterni.
  • Esempi pratici: Un bambino altamente reattivo potrebbe piangere o agitarsi anche di fronte a stimoli moderati, come un rumore improvviso o una novità inaspettata. Al contrario, un bambino con una reattività più bassa potrebbe reagire in modo più misurato e tranquillo di fronte alle stesse situazioni.
  • Riflessione: Questa caratteristica ha una componente biologica importante, ma può essere modulata anche dall'ambiente e dalle esperienze di vita. Con il supporto adeguato, anche un bambino molto reattivo può imparare a gestire le sue risposte emotive.

Autoregolazione

  • Cos'è: L'autoregolazione si riferisce alla capacità del bambino di controllare il proprio comportamento, le emozioni e l'attenzione.
  • Esempi pratici: Un bambino con buona autoregolazione saprà calmarsi dopo un momento di frustrazione, mantenere la concentrazione durante un gioco o un'attività, e gestire gli impulsi in situazioni sociali o di apprendimento. Viceversa, un bambino con minore autoregolazione potrebbe mostrare impulsività, difficoltà nel rimanere concentrato o nel gestire le proprie emozioni.
  • Sviluppo: Questa abilità si sviluppa nel tempo e può essere potenziata attraverso l'interazione con genitori, educatori e coetanei, che forniscono modelli e strategie per affrontare le emozioni e comportarsi in modo appropriato.

Socievolezza

  • Cos'è: La socievolezza riguarda il grado di comfort che il bambino prova quando interagisce con nuove persone e si trova in contesti sociali.
  • Esempi pratici: Un bambino socievole sarà più propenso a fare amicizia, partecipare a giochi di gruppo e affrontare nuove esperienze relazionali con entusiasmo. Al contrario, un bambino meno socievole potrebbe mostrare timidezza o ritrosia in situazioni nuove, preferendo ambienti familiari e interazioni più prevedibili.
  • Impatto: La socievolezza facilita l'integrazione in ambienti come la scuola e altri contesti sociali, contribuendo allo sviluppo di competenze relazionali fondamentali per la crescita personale.

Interazione tra i tratti

  • Sinergia e compensazione: È importante ricordare che questi tratti non operano isolatamente. Ad esempio, un bambino con alta reattività, se dotato di una buona autoregolazione, potrebbe riuscire a gestire le sue intense emozioni in modo costruttivo. D'altra parte, se la autoregolazione è meno sviluppata, quella stessa reattività potrebbe portare a reazioni esagerate in situazioni stressanti.
  • Supporto ambientale: L'ambiente familiare e scolastico gioca un ruolo fondamentale. Un contesto ricco di sostegno, affetto e strutture chiare può favorire lo sviluppo equilibrato di tutti e tre i tratti, aiutando il bambino a trasformare le sue predisposizioni naturali in punti di forza.

 

Il temperamento del tuo bambino è un insieme dinamico di caratteristiche che, se ben comprese e sostenute, possono aiutare a promuovere uno sviluppo equilibrato. Conoscere e valorizzare la reattività, l'autoregolazione e la socievolezza ti permette di adottare strategie educative e relazionali su misura, favorendo una crescita armoniosa e l'acquisizione di competenze emotive e sociali essenziali per la vita.

I bambini nascono con un proprio temperamento visibile fin dai primi mesi di vita: le differenze nel temperamento spiegano perché ogni bambino è diverso da un altro. Per esempio, il tuo bambino può essere più o meno reattivo, più o meno capace di autoregolarsi o più o meno socievole.

Caratteristiche di personalità correlate con il temperamento sono il livello di attivazione basale, l’abilità di adattamento, l’umore, la capacità di attenzione, il tipo, l’intensità e la durata di specifiche reazioni a stress esterni.

A seconda della combinazione di questi elementi e di quelli ambientali, un bambino può manifestare un temperamento più mite o più problematico, un temperamento diffidente o uno disorganizzato.

 

 

 

 

 

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  1. Educare tenendo conto del temperamento del proprio bambino

Sebbene il temperamento sia una caratteristica innata e relativamente stabile, il modo in cui esso si manifesta nel tempo può essere modulato da un ambiente educativo attento e comprensivo. Adattare il proprio stile genitoriale al temperamento del bambino significa riconoscere e valorizzare le sue peculiarità, creando un ambiente di sostegno che ne faciliti l’evoluzione emotiva e sociale.

L'approccio educativo che tiene conto del temperamento prevede innanzitutto l'osservazione attenta delle modalità di reazione del bambino: identificare se è particolarmente reattivo, se mostra una forte capacità di autoregolazione o se tende a essere più socievole, permette di rispondere in modo mirato alle sue esigenze. Ad esempio, studi come quelli condotti da Eisenberg et al. (2010) hanno evidenziato come il supporto emotivo e la comprensione del temperamento possano contribuire a ridurre comportamenti problematici e a favorire una migliore gestione delle emozioni.

In pratica, educare tenendo conto del temperamento significa utilizzare strategie specifiche: per un bambino molto reattivo, si possono insegnare tecniche di rilassamento e momenti di pausa per evitare sovraccarichi emotivi, mentre per un bambino meno reattivo si può incoraggiare una maggiore assertività e partecipazione attiva nelle conversazioni familiari. Allo stesso modo, un bambino con difficoltà di autoregolazione potrebbe beneficiare di attività strutturate che stimolino la concentrazione e la perseveranza, mentre per un bambino naturalmente socievole è importante equilibrare momenti di interazione con spazi di gioco autonomo, per sviluppare anche la capacità di indipendenza.

Questo approccio personalizzato, che si fonda su evidenze scientifiche, sottolinea come l'ambiente educativo non debba cercare di modificare il temperamento, ma piuttosto di accompagnarlo nel suo percorso di crescita. Tale metodo, oltre a rispettare l'unicità di ciascun bambino, favorisce lo sviluppo di competenze emotive e sociali, rendendo il processo educativo un'esperienza dinamica e in continua evoluzione, capace di adattarsi alle diverse fasi dello sviluppo infantile.

Non puoi modificare il temperamento di un bambino: ogni bambino ha caratteristiche che lo rendono unico. Tuttavia, ciò che puoi fare è sostenere lo sviluppo e la crescita del tuo bambino in modo da adattare il tuo stile parentale ed educativo al suo temperamento. Si tratta di individuare quelle situazioni che il tuo bambino potrebbe trovare difficili da affrontare o da gestire per insegnargli come affrontarle.

Di seguito alcuni suggerimenti per adattare il tuo stile educativo al temperamento del bambino.

 

 

 

 

a. Quando il temperamento del bambino è più o meno reattivo

Se il tuo bambino è molto reattivo, probabilmente si divertirà molto quando accade qualcosa di nuovo per lui, ma potrà essere anche molto agitato e urlare quando è contrariato. In questo caso può essere utile insegnare al bambino come reagire con maggiore calma, ad esempio provando a rilassarsi o usando le parole anziché urla o gesti per esprimere le proprie emozioni di rabbia.

I bambini reattivi sono anche fisicamente molto attivi e possono avere bisogno di passare parte del loro tempo impegnati in attività all’aria aperta. Puoi sostenere il suo sviluppo incoraggiandolo a cimentarsi in nuove attività sportive. Ricorda anche che allo stesso tempo un bambino molto attivo può avere bisogno di imparare a rilassarsi.

Un bambino meno reattivo è tendenzialmente più facile da gestire ma può anche essere un bambino meno assertivo. Può essere utile insegnargli come essere più autonomo e determinato. Ad esempio, se osservi una situazione nella quale ritieni che il tuo bambino possa essere più assertivo, puoi insegnargli come affrontare e gestire questa situazione con maggiore coraggio e determinazione.

È anche bene essere certi che i bambini meno reattivi non siano esclusi dalle conversazioni familiari: per esempio dopo aver visto un film insieme, se noti che non ha detto molto puoi chiedergli se il film gli sia piaciuto e per quale motivo, o se preferirebbe vederne un altro tipo la volta successiva.

Allo stesso modo, un bambino poco reattivo potrebbero esserlo anche fisicamente e quindi prediligere attività domestiche: potrebbe essere utile incoraggiarlo a svolgere più attività fisica, ad esempio andare insieme a raccogliere foglie secche in un parco per farne un collage, fare una passeggiata a piedi invece di usare l’auto.

 

b. Quando il temperamento del bambino è più o meno autoregolato

I bambini che riescono ad autoregolarsi riescono a rimanere abbastanza calmi anche quando vivono emozioni di frustrazione o di gioia. Riescono a tranquillizzarsi più velocemente dopo che è accaduto loro qualcosa di eccitante o qualcosa che li ha infastiditi, e sono anche meno impulsivi.

Un bambino che ha buona capacità di autoregolazione è tendenzialmente capace anche di orientare la sua attenzione in modo consapevole e continuativo. Ad esempio, riesce a mantenere con facilità la concentrazione su qualcosa che sta facendo fino a quando non riesce a farla in modo soddisfacente. Allo stesso modo, può essere autonomo nei compiti scolastici e riuscire a organizzarli e svolgerli senza la supervisione di un adulto. Tuttavia, questo a volte può portare questi bambini a essere perfezionisti, per cui è utile assicurarsi che comprendano che è normale e bene compiere degli errori e che ciascuno deve mantenere un atteggiamento di fiducia ma anche di tolleranza verso ciò in cui si impegna. 

Se invece il tuo bambino ha difficoltà nel regolare le proprie emozioni, avrà bisogno di essere incoraggiato a continuare a impegnarsi in compiti per lui difficili. Questi bambini potrebbero avere la naturale tendenza a passare da un’attività all’altra proprio perché faticano a mantenere l’attenzione per un periodo di tempo prolungato. Allo stesso modo possono essere bambini molto creativi. Per aiutare il tuo bambino a rimanere concentrato, puoi coinvolgerlo in attività e giochi che grazie a un maggiore coinvolgimento lo sostengano e allenino a mantenere viva e focalizzata l’attenzione.

 

 

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c. Quando il temperamento del bambino è più o meno socievole

Se il tuo bambino è particolarmente socievole, gli piacerà con ogni probabilità avere persone attorno a lui e svolgere attività di gruppo.

In ogni caso, ricorda che non devi organizzare attività di gruppo per tutto il tempo o in modo esclusivo, perché è importante imparare anche a impegnare e gestire il tempo in modo autonomo.

I bambini con un temperamento socievole riescono tendenzialmente ad adattarsi a nuove routine in modo abbastanza rapido. Sarà quindi per loro abbastanza semplice accogliere con favore nuove proposte e iniziative.

Se il tuo bambino non ha un temperamento molto socievole si troverà probabilmente bene a giocare anche da solo e non avrà bisogno di molti suggerimenti per distrarsi, anche senza il tuo aiuto. Saprà organizzare il gioco in modo da non avere necessariamente bisogno della presenza di un adulto o di coetanei.

Tuttavia, può essere utile aiutare questi bambini a stringere nuove amicizie: nel caso non si sentano a proprio agio nelle feste in cui sono presenti molti bambini, puoi organizzare un pomeriggio di svago con uno o due dei suoi amici, consentendogli di stare in compagnia ma senza soffrire a causa dell’alto numero di presenti.

I bambini poco socievoli tendono a essere anche meno adattabili, prediligono situazioni routinarie e si sentono in difficoltà a gestire i cambiamenti o fasi di passaggio. Per questo occorre prestare particolare attenzione e incoraggiarli ad affrontare i cambiamenti per loro faticosi, a superare l’iniziale diffidenza e ad apprezzare gli aspetti positivi che una situazione nuova può portare con sé.

È bene sottolineare che il temperamento di un bambino può essere completamente diverso da quello di un genitore. Alcuni genitori trovano facile e intuitivo comprendere un bambino con un temperamento simile al proprio. Ad esempio, se tu sei una persona routinaria ti sentirai a tuo agio con un bambino che ha un sonno molto regolare. Se invece sei una persona capace di adattarsi a situazioni diverse mantenendo un buon grado di concentrazione, potresti avere maggiori difficoltà ad adattarti all’esigenza del tuo bambino di rimanere aderente a una routine prestabilita. 

 

 

 

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  1. Come cambia il temperamento

Il temperamento, sebbene radicato in predisposizioni genetiche e biologiche, non è un tratto statico, bensì evolve nel corso dello sviluppo infantile. Durante la prima infanzia, le caratteristiche temperamentali si manifestano in modo abbastanza evidente e sono spesso influenzate dalle prime esperienze di vita e dalle interazioni con i caregiver. Con il passare del tempo, tuttavia, l’interazione tra le predisposizioni innate e le esperienze ambientali porta a una progressiva riorganizzazione delle risposte emotive e comportamentali del bambino.

Uno degli aspetti fondamentali di questo cambiamento riguarda lo sviluppo delle funzioni esecutive, come l’autocontrollo, la pianificazione e l’attenzione sostenuta. Ricerche condotte da Posner e Rothbart (2000) evidenziano che man mano che il cervello matura, in particolare le regioni prefrontali responsabili della regolazione emotiva, i bambini acquisiscono una maggiore capacità di gestire le proprie reazioni. Ciò significa che, pur mantenendo una base temperamentale, i bambini imparano a moderare le reazioni impulsive e a sviluppare strategie più sofisticate per affrontare situazioni stressanti o nuove.

Inoltre, le esperienze quotidiane e l’ambiente socio-culturale giocano un ruolo chiave nel modellare il temperamento. Ad esempio, un bambino molto reattivo può, grazie al supporto e ai modelli comportamentali offerti dalla famiglia e dalla scuola, imparare tecniche di gestione dello stress che lo aiutano a ridurre l’intensità delle sue reazioni. Allo stesso modo, esperienze positive in contesti sociali possono facilitare l’evoluzione di un temperamento inizialmente meno socievole, incoraggiandolo a sviluppare maggiori competenze relazionali.

Le influenze culturali e ambientali possono anche determinare come le emozioni vengono espresse e regolate. In alcune culture, ad esempio, viene incentivata la riservatezza emotiva, portando i bambini ad adattarsi e a modulare le proprie espressioni in modo diverso rispetto a contesti dove è valorizzata l’espressività. Questi adattamenti non modificano la base biologica del temperamento, ma ne influenzano la manifestazione quotidiana.

Infine, è importante ricordare che il cambiamento nel temperamento non implica una trasformazione radicale della personalità di base, ma piuttosto un processo di integrazione e affinamento delle risposte emotive e comportamentali. Ogni bambino segue un percorso unico, in cui la predisposizione innata viene progressivamente plasmata dalle esperienze, dal sostegno emotivo e dalle opportunità di apprendimento offerte dall’ambiente. Per questo motivo, l’osservazione attenta e il supporto continuo da parte di genitori ed educatori rimangono fondamentali per accompagnare il bambino in questo percorso di crescita.

Puoi notare alcuni cambiamenti nel temperamento di tuo figlio man mano che cresce e matura. Questo accade perché le esperienze nel corso dello sviluppo e della crescita condizionano il modo in cui si comporta nelle diverse situazioni.

Per esempio, un bambino che è stato tendenzialmente abbastanza distratto a scuola può diventare un adulto capace di concentrarsi nel proprio lavoro. Questo può accadere perché crescendo ha sviluppato una maggiore motivazione o perché ha imparato strategie specifiche per gestire la distrazione e migliorare la concentrazione. 

 

 

 

 

 

  1. Suggerimenti per i genitori per conoscere meglio il temperamento del proprio bambino

Conoscere e comprendere il temperamento del proprio bambino è un processo continuo che richiede osservazione, empatia e una comunicazione aperta. Ecco alcuni suggerimenti ampliati e dettagliati per supportarti in questo percorso:

 

  • Osservazione attenta e sistematica:


    Presta attenzione alle reazioni del tuo bambino nelle diverse situazioni quotidiane. Prendi nota dei momenti in cui mostra una reazione intensa, sia essa di gioia, frustrazione o ansia. Queste osservazioni possono aiutarti a identificare pattern comportamentali e situazioni che rappresentano per lui una sfida o, al contrario, un’opportunità di esprimersi in modo positivo. Ad esempio, potresti notare che il bambino si agita di fronte a cambiamenti improvvisi nella routine o che, in situazioni sociali nuove, diventa timido. Mantenere un diario delle reazioni può essere utile per tracciare l’evoluzione del suo temperamento nel tempo e per comunicare in modo più mirato eventuali difficoltà agli educatori o agli specialisti.

  • Alfabetizzazione emotiva e comunicazione:


    Aiutare il bambino a riconoscere e nominare le proprie emozioni è un passo fondamentale per lo sviluppo di una buona autoregolazione. Utilizza giochi, storie e attività creative per stimolare la capacità del bambino di identificare e esprimere ciò che prova. Ad esempio, puoi usare libri illustrati o cartelloni con volti che esprimono diverse emozioni, chiedendo al bambino di associare i propri sentimenti alle immagini. Studi come quelli condotti da Denham et al. (2003) hanno evidenziato che una maggiore alfabetizzazione emotiva è correlata a una migliore capacità di gestire le reazioni emotive e a una diminuzione dei comportamenti problematici.

  • Creazione di ambienti sicuri e prevedibili:


    I bambini traggono beneficio da una routine strutturata che offra loro un senso di sicurezza e controllo. Organizza la giornata in modo tale da includere momenti regolari di gioco, riposo e interazione, in modo che il bambino sappia cosa aspettarsi. Questa prevedibilità aiuta anche i bambini che manifestano un temperamento più reattivo o timido, permettendo loro di prepararsi mentalmente ad affrontare situazioni nuove o potenzialmente stressanti.

  • Supporto emotivo senza giudizio:


    Quando il bambino manifesta una forte reazione emotiva, è importante offrirgli sostegno senza sminuire o giudicare i suoi sentimenti. Fagli capire che ogni emozione è valida e che, insieme, potrete trovare strategie per gestirla in modo costruttivo. Utilizza un linguaggio empatico e rassicurante, spiegando che è normale sentirsi sopraffatti in alcune situazioni e che imparare a gestire tali emozioni è un percorso che si affronta passo dopo passo.

  • Favorire l’autonomia e la presa di decisioni:


    Anche se il bambino ha bisogno del tuo supporto, è utile dargli l’opportunità di prendere piccole decisioni in ambito sicuro. Ad esempio, lascialo scegliere tra due opzioni per la merenda o per l’attività del pomeriggio. Queste esperienze aiutano a rafforzare la sua autostima e a sviluppare un senso di responsabilità, elementi che possono contribuire positivamente alla gestione del proprio temperamento.

  • Collaborazione con educatori e specialisti:


    Se noti che il bambino manifesta difficoltà persistenti nella gestione delle emozioni o nei comportamenti, non esitare a confrontarti con insegnanti, psicologi o pedagogisti. La collaborazione con professionisti ti permetterà di ottenere strumenti e strategie personalizzate, basate su evidenze scientifiche, per supportare al meglio il suo sviluppo emotivo e sociale. Interventi tempestivi e mirati, come suggerito da studi di Calkins (2007), possono fare la differenza nel percorso evolutivo del bambino.

  • Adattare l’approccio educativo nel tempo:


    Ricorda che il temperamento del bambino può evolversi con il passare degli anni e con l’esperienza. Ciò che funziona in una fase della sua crescita potrebbe necessitare di essere rivisto in un’altra. Mantieni un dialogo aperto e flessibile, pronto a rivedere e modificare il tuo approccio in base ai cambiamenti nelle sue esigenze e comportamenti.

In conclusione, adottare un approccio educativo che rispetti e valorizzi il temperamento del proprio bambino significa riconoscere la sua unicità e rispondere alle sue specifiche esigenze. Con un’osservazione costante, una comunicazione aperta, ambienti strutturati e il supporto empatico, potrai favorire lo sviluppo di competenze emotive e sociali fondamentali, aiutando il tuo bambino a diventare un individuo sicuro, resiliente e capace di affrontare le sfide della vita.

 

 

 

 

 

5. Bibliografia

 

 

  • Calkins, S. D. (2007). The development of self-regulation: Biological and behavioral considerations. In Handbook of Child Psychology (6ª ed.).
    Esplorazione dei fattori biologici e comportamentali che influenzano lo sviluppo dell’autoregolazione nei bambini.

  • Denham, S. A. (2003). Social-emotional competence as support for school readiness: What is it and how do we assess it? Early Education and Development, 14(3), 105–134.
    Riflessioni sull’alfabetizzazione emotiva e sui metodi per supportare lo sviluppo delle competenze sociali ed emotive nei bambini.

  • Dweck, C. S. (2006).Mindset: The New Psychology of Success. New York: Random House.
    Approfondimento sul concetto di “mindset” e sul ruolo delle convinzioni nel promuovere la resilienza e la capacità di apprendere dai fallimenti.

  • Eisenberg, N., Spinrad, T. L., & Eggum, N. D. (2010). Emotion-related self-regulation and its relation to children’s maladjustment. Annual Review of Clinical Psychology, 6, 495–525.
    Analisi dell’importanza della regolazione emotiva e dei modi in cui essa influenza il benessere psicologico e sociale.

  • Flook, L., Smalley, S. L., Kitil, M. J., Galla, B. M., Kaiser-Greenland, S., Locke, J., et al. (2010). Effects of mindful awareness practices on executive functions in elementary school children. Journal of Applied School Psychology, 26(1), 70–95.
    Ricerca sull’efficacia delle pratiche di mindfulness per migliorare le funzioni esecutive e la regolazione emotiva nei bambini in età scolare.

  • Gartstein, M. A., & Rothbart, M. K. (2003). Studying infant temperament via the revised Infant Behavior Questionnaire. Infant Behavior and Development, 26(1), 64–86.
    Metodi di valutazione del temperamento nei primi mesi di vita e analisi dei relativi aspetti comportamentali.

  • Posner, M. I., & Rothbart, M. K. (2000). Developing mechanisms of self-regulation. Development and Psychopathology, 12(3), 427–441.
    Studio sullo sviluppo delle funzioni esecutive e sui meccanismi di autoregolazione, fondamentali per la gestione delle reazioni emotive.

  • Rothbart, M. K., & Bates, J. E. (2006). Temperament. In W. Damon & R. M. Lerner (Eds.), Handbook of Child Psychology: Vol. 3. Social, Emotional, and Personality Development (6ª ed., pp. 99–166). Wiley.
    Approfondimento sulle dimensioni del temperamento e sul loro ruolo nello sviluppo emotivo e sociale del bambino.

  • Rubin, K. H., Bukowski, W., & Laursen, B. (2009).Handbook of Peer Interactions, Relationships, and Groups. New York: Guilford Press.
    Esamina l’impatto delle relazioni tra pari e delle interazioni sociali nello sviluppo del bambino, con particolare riferimento alle dinamiche legate al temperamento.

  • Thomas, A., & Chess, S. (1977).Temperament and Development. New York: Brunner/Mazel.
    Studio pionieristico che ha identificato i diversi tipi di temperamento già nella prima infanzia, ponendo le basi per la ricerca in questo ambito.

 

 

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