
Ci sono parole e gesti per i bambini possono essere di grande aiuto nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Mentre l’emergenza si sta intensificando, molti adulti si stanno chiedendo come possono aiutare i bambini a sentirsi meno ansiosi e come possono supportare il loro benessere psicologico. Ci sono piccole strategie a cui possiamo ricorrere, utili per rafforzare la resilienza dei bambini in questo difficile frangente.
Comportarsi in maniera calma, mantenendo un atteggiamento positivo verso i bambini può essere di grande aiuto, soprattutto quando ci si sente ansiosi, spaventati o depressi. I bambini colgono continuamente segnali su come gli adulti si sentono e sul modo in cui reagiscono agli eventi che accadono loro.
Il modo in cui i bambini percepiscono gli adulti nei momenti di difficoltà condiziona le loro reazioni: mostrarsi calmi e avere un atteggiamento positivo e ottimistico anche quando non ci si sente così può aiutare a ridurre lo stress dei bambini.
In questi frangenti si possono adottare anche tecniche di visualizzazione guidata, immaginando di essere in un luogo dove ci si sente calmi e rilassati e aiutandosi anche facendo lunghi e profondi respiri. Potrebbe essere utile insegnare anche ai bambini a utilizzare la respirazione come modo per rilassarsi.
È bene porre in evidenza le cose belle che nonostante tutto ci sono e stanno accadendo.
Può essere utile parlare dei gesti di gentilezza che le persone stanno mostrando: la solidarietà fra i vicini, le associazioni di volontariato che si occupano delle persone più deboli. E anche del fatto che le persone si stanno aiutando proprio mantenendo le distanze di sicurezza, necessarie per proteggersi dal contagio.
È bene invitare i bambini a fare altrettanto, ad essere anche loro parte attiva di questo comportamento di cautela, invitandoli a lavarsi le mani, a non toccarsi il viso con le mani, a tossire nel braccio o usando un fazzoletto e buttandolo subito dopo averlo usato.
Può essere utile parlare della necessità di mantenersi distanti fisicamente dalle altre persone per contribuire a non diffondere il contagio.
Occorre rassicurare i bambini che il virus non è sempre letale, che spesso le persone che si ammalano guariscono ma che soprattutto è raro che i bambini si ammalino.
Se i bambini beneficiano di un atteggiamento di calma da parte degli adulti, allo stesso modo però possono essere turbati e sentirsi meno sicuri se le conversazioni fra gli adulti, in particolar modo fra i genitori diventano tese o polemiche. Se ci sono discussioni è meglio allontanare i bambini per evitare che vi assistano.
Quando parlate del coronavirus con i bambini, iniziate col chiedere cosa loro hanno sentito su quanto sta accadendo. Lodate un’informazione accurata e correggete le informazioni distorte o scorrette e i pensieri negativi, sempre in modo rassicurante.
Accogliete e rispondete alle domande e alle preoccupazioni come meglio riuscite.
Liquidare o minimizzare alcune preoccupazioni dei bambini dicendo “non c’è nulla di cui tu ti debba preoccupare” può ridurre la fiducia e peggiorare l’ansia: i bambini sanno che c’è qualcosa di serio che sta accadendo.
I bambini hanno bisogno che gli adulti ascoltino e validino le loro preoccupazioni.
Date loro informazioni veritiere in quantità ridotta usando parole di facile comprensione, verificando se abbiano compreso in modo corretto. È bene tralasciare dettagli non strettamente necessari, come ad esempio le paure legate alla mancanza di posti letto, a mano che non siano loro espressamente a chiederlo.
In questo periodo, i genitori riferiscono che capita loro di rimandare le conversazioni con i bambini per il timore che questi pongano domande alle quali i genitori non sono in grado di dare risposta.
È bene ricordare che non occorre avere risposte per tutte le domande, ma mostrare la disponibilità ad ascoltare.
Parlando di empatia, mostratela ai ragazzi più grandi che devono ora rinunciare a ciò che per loro è stato fino a poco tempo fa importante ma che a noi può sembrare meno rilevante.
Eventi come feste, concerti, pratiche sportive, tornei, lauree, viaggi o gite con gli amici, uscite. Ascoltare e validare questi sentimenti può essere di aiuto, ma sminuire la frustrazione o liquidare la preoccupazione dicendo che non sono cose importanti può essere pericoloso.
Bisogna aspettarsi più malumore in risposta a questo stress, ed essere comprensivi.
I bambini hanno bisogno di rassicurazioni, di sapere che gli adulti si prenderanno cura di loro e che faranno del loro meglio per garantire ogni sicurezza a loro e all’intera famiglia. Occorre rassicurarli che quando l’emergenza finirà ciascuno potrà tornare alla propria vita abituale in sicurezza.
Se gli adulti hanno esigenza di essere informati da fonti oneste, aggiornate e complete, per i bambini è diverso.
La loro capacità di elaborare le informazioni relative all’emergenza è inferiore rispetto a quella degli adulti e potrebbe condizionarli in maniera negativa. È bene aggiungere che anche per gli adulti è bene non eccedere in un sovraccarico di informazioni.
La cura della famiglia durante l’emergenza aiuta a dare i limiti, i confini e la stabilità di cui i bambini hanno bisogno.
Pertanto, continua a organizzare, programmare la routine dei bambini, il loro impegno scolastico e i loro obiettivi meglio che puoi.
Può essere utile utilizzare il tempo a disposizione per condividere giochi, hobby, musica, cucina. Vedete assieme programmi divertenti evitando quelli con contenuti apocalittici, horror o violenti.
Aiutare i bambini e i ragazzi a gestire preoccupazioni e ansie di questo periodo richiedere anche che si presti attenzione alla loro età.
Parlare a un bambino di 4 anni o di 9 anni richiede modi e termini diversi: le età sono diverse e diversi i gradi di maturazione cognitiva.
I bambini, nel corso del loro sviluppo, seguono tappe evolutive che consentono loro di acquisire progressivamente le competenze per comprendere ciò che viene loro detto ma soprattutto per interpretare e trarre conclusioni dalle informazioni che ricevono.
Inoltre, sono diversi anche i bisogni emotivi a seconda dell’età e del grado di scolarizzazione.
Anche se i bambini più piccoli non comprendono ancora pienamente il linguaggio, sono perfettamente capaci di percepire segnali di preoccupazione o ansia nei genitori. Con i bambini più piccoli è bene seguire le seguenti regole
A questa età i bambini sono più consapevoli che qualcosa sta accadendo, e la loro maggiore preoccupazione è l’incolumità propria e dei familiari e possono porti domande sui germi, i dottori e anche la morte:
I bambini che frequentano la scuola, anche se quella elementare, sono più consapevoli di quanto sta accadendo in merito all’emergenza Covid. Se hanno smesso di andare a scuola e vedono i loro compagni di scuola e le maestre solo attraverso un monitor:
A questa età i bambini sono pienamente consapevoli di quanto sta accadendo in merito all’emergenza Coronavirus e sarà certamente capitato loro di ascoltare con attenzione le notizie trasmesse dalla televisione e di parlarne con i coetanei:

Telefono dello studio:
+39 0545 234 91
Cellulare:
+39 334 773 0024
Email:
laura.baldrati@laurabaldratistudio.com